Successioni

Successioni

1. La Successione ereditaria, in cosa consiste
2. Le fasi del Procedimento Successorio
3. L’accettazione dell’eredità, può essere impugnata?
4. Avvocato Successione Ereditaria

1. La Successione ereditaria, in cosa consiste

Con la successione mortis causa un soggetto subentra ad un altro soggetto a seguito del decesso del primo, in una o più situazioni giuridiche.

Secondo una prima classificazione, la successione può distinguersi in:

a) successione a titolo universale: l’erede subentra nella totalità dei diritti e degli obblighi trasmissibili dal de cuius (in quota con altri eredi o per l’intero, nel caso in cui sia l’unico erede).

b) successione a titolo particolare: il successore, c.d. legatario, subentra solamente in uno o più rapporti patrimoniali predeterminati dal defunto.

La successione può, a questo punto, essere distinta in due tipologie: 1) testamentaria, quando è regolata da un testamento o 2) legittima quando è disciplinata esclusivamente dalla legge. In ogni caso il nostro ordinamento stabilisce che una quota di eredità, la legittima, spetta di diritto ai parenti più stretti (il coniuge, i discendenti e gli ascendenti (genitori e nonni) in mancanza di discendenti).

Questo diritto alla quota di legittima configura un limite all’autonomia testamentaria e s’inquadra nell’ambito della cosiddetta “successione necessaria“.

Per acquisire l’eredità occorre accettarla. L’accettazione può essere espressa oppure tacita, cioè desumibile da un comportamento che manifesti la volontà di accettare. Se l’erede accetta, subentra al defunto anche nei debiti. Per questo motivo la legge prevede anche la possibilità di rinunciare all’eredità oppure di accettare con beneficio di inventario.

2. Le fasi del Procedimento Successorio

Il procedimento successorio nel suo complesso può essere distinto in quattro fasi: 1) apertura (quando decede la persona), 2) vocazione (individuazione di coloro che succederanno al defunto), 3) delazione (diritto ad accettare l’eredità) e 4) acquisto dell’eredità (stato definitivo di accettazione dell’eredità).

1) L’apertura della successione rappresenta dunque il momento in cui ha inizio il fenomeno della successione mortis causa e coincide con la morte della persona, nel luogo del suo ultimo domicilio.

2) Una volta aperta la successione è necessario designare, attraverso quanto previsto dalla legge o tramite le disposizioni testamentarie (se presenti), coloro che dovranno succedere al defunto. Questa operazione di identificazione prende il nome di vocazione e consente di individuare dunque chi siano i c.d. chiamati all’eredità.

Questi, una volta individuati, hanno la facoltà di accettare l’eredità (puramente, o con beneficio di inventario), oppure di rinunciarvi.

3) Nel caso in cui accettino l’eredità, si avrà la c.d. delazione ereditaria: l’eredità si devolve per legge (successione legittima) o per testamento (successione testamentaria).

 

3. L’accettazione dell’eredità, può essere impugnata?

L’accettazione dell’eredità può essere 1) espressa o 2) tacita.

1) È espressa quando colui che viene chiamato all’eredità dichiara di accettarla con atto pubblico o con scrittura privata, oppure nel caso in cui si qualifichi come erede.

2) È tacita nel caso in cui colui che è chiamato all’eredità realizzi un c.d. comportamento concludente, ossia compia un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che potrebbe realizzare solo in qualità di erede (es. donazione o vendita dei diritti successori).

L’accettazione dell’eredità  può essere impugnata nel caso in cui risulti viziata da violenza, dolo e, in certi casi, da errore (la giurisprudenza ritiene infatti ammissibile impugnazione per errore in caso di c.d. errore ostativo, cioè quell’errore che cade sulla dichiarazione o sulla sua trasmissione).

Colui che impugna vittoriosamente l’eredità riacquista lo status di chiamato all’eredità: dunque, avrà la possibilità di riaccettarla (anche con il beneficio d’inventario), oppure di rinunziarvi.

L’azione deve essere esperita entro cinque anni dal giorno in cui è venuta meno la violenza o è stato scoperto il dolo, pena la prescrizione.

 

4. Avvocato Successione Ereditaria

Il ruolo dell’avvocato civilista nella successione può aversi prima dell’apertura della stessa, e dunque per regolare le ipotesi di trasferimento dei beni anche per via testamentaria prima della morte dell’interessato, oppure successivamente per dirimere eventuali questioni che dovessero insorgere nella interpretazione del testamento, per la dichiarazione di accettazione o rifiuto o accettazione con beneficio, ovvero da ultimo nel caso di controversie circa la lesione di quote di legittima o azioni revocatorie.

Per maggiori informazioni, anche sugli aspetti fiscali della dichiarazione di successione, è possibile contattare lo Studio di Diritto Civile telefonicamente o attraverso il form di contatto.

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