Furto in negozio e procedibilità seguito riforma cartabia

Furto in negozio e procedibilità seguito riforma cartabia

24 Giu 2024

Cosa succede in caso di furto in negozio?

Il furto in negozio è tra i casi più frequenti che affrontiamo, soprattutto si tratta di reati contro il patrimonio, di modico valore, che si realizzano in centri commerciali o in grandi super o ipermercati (maggiormente quelli che consentono di utilizzare le casse automatiche).

In caso di “fermo” dopo aver rubato in supermercato, non è automatico che il ladro sia liberato, è anche possibile che sia arrestato. In questo caso si procederà per direttissima ed è bene che l’arrestato (o i suoi parenti) nominino un difensore di fiducia, avvocato penalista. (Scopri di più sull’arresto)

Se invece chi ha rubato è stato liberato, si aprono una varietà di possibilità.

 

Il furto, novità post riforma Cartabia

Con la riforma Cartabia, entrata in vigore nel dicembre 2022, è stata modificata la disciplina della procedibilità in relazione ai furti aggravati dalla c.d. esposizione alla fede pubblica. Ossia il furto di beni lasciati “liberamente” a disposizione delle persone senza un controllo preciso e puntuale su di essi, proprio come i beni esposti in un negozio o in un supermercato.

 

La procedibilità del furto e dell’esposizione alla fede pubblica

Tale circostanza aggravante, prima della riforma, faceva sì che il furto fosse procedibile d’ufficio, cioè senza necessità che il soggetto derubato presentasse una denuncia-querela per chiedere la punizione penale dell’autore del reato.

Oggi, con la riforma, invece, il soggetto che subisce il furto dovrà necessariamente sporgere denuncia-querela presso le autorità competenti con espressa richiesta di punizione dell’autore del reato. Per non vanificare le proprie pretese, è bene rivolgersi ad un avvocato penalista.

Assenza di querela

Nel caso in cui mancasse la querela, quindi, l’autore del furto (consumato o tentato) dovrà essere prosciolto perché manca la condizione di procedibilità richiesta dall’ordinamento. >> come sporgere querela?

 

Remissione di querela e condotte riparatorie

Tale novella legislativa è molto rilevante anche sotto il profilo delle potenziali strategie difensive che l’avvocato penalista può suggerire al proprio assistito in caso di furto in negozio.

Innanzitutto è possibile proporre alla controparte, vittima di reato, un accordo transattivo per cui a fronte del risarcimento del danno rimetta (ossia “tolga”) la querela così da evitare la condanna nel procedimento penale per furto in negozio.

Oppure, anche nel caso in cui il soggetto titolato a rimettere la querela decidesse di non farlo è possibile fare ricorso alle c.d. condotte riparatorie, disciplinate dall’art. 162 ter c.p.

In base a tale disposizione il Giudice, a fronte di un risarcimento del danno o anche solo di un’offerta risarcitoria ritenuta congrua può dichiarare il reato estinto, a prescindere dalla remissione della querela, evitando anche in questo caso di arrivare ad una condanna in sede penale.

Se sei quindi incappato in questo genere di reato, contattaci immediatamente: è importante avere un Avvocato Penalista di fiducia e competente per risolvere subito la situazione. Contattaci allo 02-39430249