Le Novità della Riforma Cartabia e le Modifiche al Diritto di Famiglia

Le Novità della Riforma Cartabia e le Modifiche al Diritto di Famiglia

04 Giu 2024

Le novità della Riforma Cartabia e le modifiche al diritto di famiglia si applicano ai giudizi avviati a decorrere dal 28 febbraio 2023.

La Riforma Cartabia si applica a tutte le forme di famiglia, ovvero alle coppie coniugate, ai conviventi e alle unioni civili tra persone del medesimo sesso.

A seguire le principali novità.

 

L’ascolto del minore

Gli articoli 478-bis.4 e 473-bis.5 c.p.c. regolamentano il tema dell’ascolto del minore. L’ascolto va disposto in tutte le procedure che coinvolgano il minore, con ascolto diretto da parte del Giudice il quale potrà non procedere all’ascolto solo qualora esso venga ritenuto superfluo o quando i genitori siano d’accordo. Con riferimento alle modalità dell’ascolto questo dovrà essere registrato su supporti audiovisivi.

 

Il rito unitario: il contenuto del ricorso introduttivo di separazione, divorzio, scioglimento delle unioni civili.

La Riforma prevede un rito unitario per le procedure di separazione, divorzio, scioglimento delle unioni civili, regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale. Il ricorso introduttivo deve indicare l’ufficio giudiziario davanti al quale la domanda viene proposta, il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, la cittadinanza, la residenza o il domicilio o la dimora e il codice fiscale del ricorrente e del resistente, nonché dei figli comuni delle parti se minorenni, maggiorenni economicamente non autosufficienti o disabili, la determinazione dell’oggetto della domanda, la precisa, chiara e sintetica rappresentazione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la domanda si basa, le conclusioni, l’indicazione specifica dei mezzi di prova.

Con il ricorso, le parti potranno anche regolamentare, in tutto o in parte, i loro rapporti patrimoniali.

In tal modo viene riconosciuta dalle norme la possibilità di gestire, nell’ambito della separazione o del divorzio, anche il trasferimento delle proprietà o degli altri diritti sugli immobili.

Altra novità riguarda la possibilità per le parti di sostituire l’udienza con il deposito di note scritte. Nel caso, la richiesta dovrà essere fatta nel ricorso, con espressa dichiarazione delle parti di non volersi riconciliare.

 

Allegati al ricorso e piano genitoriale

Con il ricorso debbono essere depositate le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, la documentazione attestante la titolarità di diritti reali su beni immobili e beni mobili registrati, nonché di quote sociali e gli estratti conto dei rapporti bancari e finanziari relativi agli ultimi tre anni. La riforma prevede altresì l’obbligo di redazione e deposito del cosiddetto piano genitoriale che deve indicare gli impegni e le attività quotidiane dei figli relativamente: – alla scuola / asilo – al percorso educativo – alle attività extrascolastiche – alle frequentazioni abituali – alle vacanze.

 

Domanda cumulativa di separazione e divorzio

La riforma contempla la possibilità di proporre domanda cumulativa di separazione giudiziale e di divorzio giudiziale.

Ai sensi dell’art. 473 bis.49 c.p.c. negli atti introduttivi del procedimento di separazione personale, le parti possono proporre anche domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il presupposto per la proposizione della domanda di divorzio è quello del passaggio in giudicato della sentenza di separazione (anche se solo parziale sullo stato delle persone). Ai fini dell’emissione della sentenza di divorzio il giudice dovrà anche accertare che sia trascorso un anno dalla comparizione delle parti dinanzi al Giudice della separazione.

La norma riguarda però i soli procedimenti contenziosi ma non fa alcun riferimento alla possibilità di presentare le due domande nel procedimento consensuale. Il Tribunale di Milano si è espresso in senso favorevole all’estensione del cumulo ai procedimenti consensuali.

La riforma indica anche gli elementi essenziali che deve contenere il ricorso in caso di domande congiunte.

La domanda dovrà essere introdotta con ricorso, sottoscritto anche dalle parti. Il ricorso dovrà contenere: 1. l’indicazione dell’ufficio giudiziario davanti al quale la domanda è proposta; 2. il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, la cittadinanza, la residenza o il domicilio o la dimora e il codice fiscale dell’attore e del convenuto, nonché dei figli comuni delle parti se minorenni, maggiorenni economicamente non autosufficienti o portatori di handicap grave, e degli altri soggetti ai quali le domande o il procedimento si riferiscono; 3. il nome, il cognome e il codice fiscale del procuratore, unitamente all’indicazione della procura; 4. la determinazione dell’oggetto della domanda; 5. le disponibilità reddituali e patrimoniali dell’ultimo triennio; 6. le condizioni inerenti alla prole; 7. i rapporti economici inerenti la prole.

 

Ricorso cumulativo: la decisione del tribunale di Milano sulla proponibilità anche in caso di ricorso congiunto

Il Tribunale di Milano con sentenza numero 3542 del 5 maggio 2023 ha accolto il ricorso congiunto depositato dai coniugi, con richiesta di sostituzione dell’udienza di comparizione con il deposito di note scritte, ha onerato le parti di confermare dopo sei mesi dalla separazione la volontà di non riconciliarsi, di confermare le condizioni concordate e di divorziare. Nel caso in cui una delle parti decidesse di non riconfermare le condizioni precedentemente concordate, i coniugi dovrebbero raggiungere un nuovo accordo e depositare nuove condizioni consensuali. In mancanza di un nuovo accordo, il Tribunale rigetterà la domanda congiunta di divorzio.

 

I poteri del giudice relatore

Gli articoli 478 bis e seguenti del codice di procedura civile regolamentano i poteri del giudice relatore il quale avrà facoltà di nominare il curatore speciale del minore, emettere provvedimenti in materia di minori e i provvedimenti indifferibili, ascoltare direttamente il minore, presiedere l’udienza di comparizione personale delle parti, emettere i provvedimenti provvisori, ammettere mezzi istruttori, incaricare i Servizi sociali di effettuare indagini socio ambientali, modificare, in caso di sopravvenienza di nuovi elementi, i provvedimenti provvisori.

La riforma attribuisce al giudice anche una serie di poteri di ufficio tra cui la disposizione di mezzi di prova al di fuori dei limiti di cui al codice civile, ordinare l’integrazione della documentazione depositata dalle parti; disporre ordini di esibizione e indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, anche nei confronti di terzi.

I provvedimenti possono essere adottati anche inaudita altera parte in caso di urgenza, salvo poi l’obbligo di convocazione delle parti e di instaurazione del contraddittorio.