Separazione con addebito: nozione e recente casistica

Separazione con addebito: nozione e recente casistica

25 Nov 2023

La separazione con addebito può essere richiesta in un giudizio di separazione qualora uno dei coniugi indici quale motivo della crisi coniugale il comportamento adottato dall’altro. La richiesta deve essere supportata dall’indicazione della violazione di uno dei doveri coniugali di cui si asserisce la mancata osservanza da parte del coniuge: obbligo reciproco di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione nell’interesse della famiglia, di coabitazione, di contribuzione ai bisogni della famiglia (art. 143 c.c.).

L’art. 151 c.c. infatti prevede che sia ammessa la separazione personale dei coniugi qualora si verifichino eventi che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza, ovvero circostanze che rechino grave pregiudizio all’educazione della prole.

Cosa comporta la separazione con addebito?

Anzitutto che solo il coniuge a cui non sia attribuibile l’addebito della separazione ha diritto a ricevere l’assegno di mantenimento (art. 156 c.c.); e quanto ai diritti successori, il coniuge cui sia addebitata la separazione non può vantare alcun diritto sull’eredità del de cuius (art. 548 c.c.).

Quando è possibile richiedere la separazione con addebito?

E’ necessario che sia provato il rapporto causa – effetto tra la violazione dei doveri coniugali e la separazione. Alla luce di alcune recentissime sentenze, si propone di seguito una raccolta di casistica in relazione alla possibilità di richiedere l’addebito della separazione a carico dell’altro coniuge:

  • Il tradimento è considerato motivo di addebito della separazione solo qualora questo rappresenta la causa della crisi coniugale, e non, viceversa, l’effetto – ad esempio occorre dimostrare che la relazione extraconiugale si sia intrattenuta in conseguenza di una pregressa situazione di crisi coniugale;

  • Tuttavia, qualora un coniuge ne sia a conoscenza, la relazione adulterina intrattenuta dall’altro coniuge non è sufficiente per far scattare automaticamente l’addebito a suo carico (Cassazione civile, sez. VI-1, ordinanza 8 novembre 2022, n. 32848; nel caso di specie il marito aveva lasciato la casa e la regione anni prima per lavoro, ed era rimasto inerte alla notizia della relazione extraconiugale intrapresa dalla moglie).

  • Il volontario abbandono della casa coniugale da parte di uno dei coniugi non giustifica l’addebito della separazione, ove risulti provato che esso è intervenuto in un momento in cui la prosecuzione della convivenza era già divenuta intollerabile e in conseguenza di tale fatto, dunque qualificandosi come effetto della crisi coniugale e non come causa (Cassazione del 23 giugno 2022, n. 20228);

  • La condotta di allontanamento del figlio maggiorenne del coniuge dalla casa familiare non è idonea ad integrare la causa di addebito separativo sulla considerazione che il figlio (nel caso di specie maggiorenne) disponga di piena capacità giuridica e della disponibilità di altra sistemazione abitativa (Cass. Ord. n. 15299 del 31 maggio 2023);

  • Le condotte violente nei confronti del coniuge sono sempre idonee a fondare l’addebito della separazione, anche senza accertare se la crisi familiare sia stata effettivamente determinata dalla violenza familiare o, al contrario, se la violenza familiare sia successiva alla (e quindi non causa della) crisi familiare (da ultimo, Cass. civ., sez. I., ord., 24 ottobre 2022, n. 31351). In tale caso, il giudice è esonerato dal vaglio di eventuali violazioni dei doveri coniugali da parte del coniuge vittima di violenza o comunque dall’indagare la causa scatenante la violenza familiare;

  • Le condotte di aggressione e minacce, insulti e denigrazioni, compiuti anche attraverso social network, da un coniuge nei confronti dell’altro, costituiscono causa della crisi coniugale e dell’intollerabilità della convivenza, tali da legittimare l’addebito della separazione (Tribunale di Como, sentenza 8 marzo 2021, n. 266; conf. ex multis Cass. civ. sez. VI, 22 marzo 2017, n. 7388).

  • Non è addebitale la separazione all’uno o all’altro coniuge qualora la crisi coniugale sia scaturita da un’incompatibilità di fondo data da una differente visione della vita di coppia (Cassazione civile, sez. I, 17 novembre 2022, n. 33961);

  • Secondo costante giurisprudenza, non è ammissibile inoltre la domanda di addebito della separazione qualora i coniugi vivano separati di fatto da un apprezzabile lasso di tempo (Cassazione civile, Sez. VI-1, 5 maggio 2021 n. 11746).